28 Marzo 2019

Maria Sebregondi
10 amici, di carta
o quasi

Sala LAB
Triennale Milano

Inizio ore 20.30

Un posto dove

stare bene.

Il giovedì sera

a Milano

DPM è un bel posto d’incontro e di relazioni.

L’idea di partenza è avere un posto dove potersi incontrare e, partendo dalla passione per il design, invitare delle persone che abbiano qualcosa da dire sul tema.
La parola chiave è Design e gli incontri graviteranno attorno al Design.
Di questo ci occupiamo e il design è un tema vastissimo che riguarda tutti gli esseri viventi. L’obiettivo è esplorarlo e renderlo interessante dentro e oltre la design community.

 

Un teatro del design dove ascoltare vecchi e nuovi maestri, presentare giovani italiani e realtà internazionali, raccontare storie, anche senza immagini.

 

Un punto di ascolto e conoscenza dove invitare a parlare e porre domande ad architetti,  imprenditori, giornalisti, antropologi, musicisti, fotografi, artisti e … designer, purchè non autocelebrativi!

 

Con Giulio Iacchetti e Virginio Briatore, che siamo i padri fondatori di Design People Milano, lavorano sin dall’inizio un gruppo di persone che si sono distinte in varie funzioni/attività:

 

Giorgia Brusemini: supervisione e coordinamento generale, rapporti con la Triennale;

Laura Affinito: gestione invitati, sito web;

Umberto Tolino e Maria Giovanna Di Iorio con Christian Mazzoleni: immagine coordinata e graphic design;

Margherita Pincioni: ufficio stampa e attività sui social;

Giulia Pellegrino: rapporti con l’Ordine degli Architetti e registrazione crediti;

Paola Jannelli: gestione invitati e rapporti con gli architetti;

Ilaria Bollati: tesoriere e rapporti col Politecnico;

Stefano Mirti: gestione invitati e pensiero costruttivo.

Da quest’anno si sono inserite anche:

Giulia Novati: organizzazione, comunicazione e streaming;

Anna Bissoli e Noam Shemy: fotografia e streaming;

Emma Loria: traduzioni, assistenza e streaming.

 

Pratichiamo, non senza fatica e impegno, il design dell’amicizia e delle relazioni umane.

 

In DPM tutti siamo volontari e non abbiamo sovvenzioni di nessun tipo.

DPM non è un’organizzazione di eventi, un’agenzia di relazioni pubbliche o di comunicazione.

Non una società di spettacolo o intrattenimento.E per fortuna neppure una start up!

Non c’è bisogno di associarsi, iscriversi, dotarsi di password o di biglietto d’ingresso.

 

Ringraziamo la sempre amata Triennale che ci ospita tra le sue mura, nel posto che meglio si addice a ciò che abbiamo in mente: il Caffè!

Ci incontreremo il giovedì sera. Iniziando gradualmente, con le nostre piccole forze.

 

Giulio Iacchetti e Virginio Briatore

I nostri ospiti

Stagione 2018/2019

  • MARIO TRIMARCHI / L'anima delle cose / 29 NOVEMBRE 2018

    Narratore di mondi che per prima cosa disegna, con la sua mano poetica e felice, Mario Trimarchi è una delle figure più estese del design italiano.
    Non si capacita di come si comprino case vuote per poi adattarcisi con i propri oggetti.

    Lui prima sceglie un oggetto, poi capisce se lo vuole mettere su un tavolo, appeso al soffitto o in una nicchia, e solo dopo aver ben scelto oggetti ed arredi costruirebbe la casa che ad essi si addice!

    Del suo lungo e copioso percorso sottolinea l’aspetto dell’insegnante, che da sempre va di pari passo con il design per l’industria e con l’immagine coordinata di piccole e grandi aziende.

    Pensatore profondo, delicato e per certi versi mistico, scolpisce caffettiere, insegue lo scirocco, ridisegna cosmetici, cambia l’immagine coordinata di Poste Italiane, illustra piccole storie, riveste di rame una moto, passa tra foglie silenziate e in Triennale ci parlerà di cose visibili o invisibili e di come sia possibile, a volte, individuarne l’anima.

Stagione 2017/2018

  • ODO FIORAVANTI / Fatto di cose / 19 LUGLIO 2018

    Odoardo Fioravanti, detto ODO, non è un designer milanese come molti pensano ma bensì romano, dato che nell’Urbe è nato il 27 maggio dell’Anno Domini 1974. In realtà le leggende dicono che lui provenga dai verdi pascoli, dagli spazi sconfinati della Ciociaria e quindi di strada ne abbia fatta alquanta! Dopo essersi iscritto ad Ingegneria a Roma rimane fulminato sulla via del design e si trasferisce a Milano nel 1998, dove poi si laurea in Disegno Industriale al Politecnico.

    Simpatico e salace, ‘agent provocateur’ positivo e stimolante, ODO è uno dei designer della sua generazione più attivi sulla scena italiana e internazionale, ed è anche il più giovane tra i progettisti che abbiamo invitato a Design People Milano.
    Dal 2008 convive con Chiara Alessi, con cui formano una coppia 100% design, e assieme hanno generato e crescono due creature: una bambina di sei anni e un bambino di tre.

    Nel suo sito si vedono in produzione circa 60 oggetti, di cui i best seller sono la sedia in plastica Snow di Pedrali, la sedia Dragonfly di Segis e il campanello Nello di Palomar.

    Scegliere 10 oggetti per lui non è facile, in quanto già 100 gli sembrano pochini. Non sappiamo quanti ne porterà ma di certo ne parlerà con Giulio Iacchetti, con il quale ha iniziato a lavorare presso il di lui studio e con cui era solito il sabato andare per mercatini a raccogliere oggetti. Da allora li accomuna questa ‘dipendenza’ di cui si parla nel titolo, che sfocia in fantastiche passioni quali la fissazione per gli strumenti agricoli o di misura, senza dimenticar maniglie, sedie, morse, mollette e caffettiere!

  • FRANCO RAGGI / Te lo do io il Design / 14 GIUGNO 2018

    Nato alla fine della guerra, in una famiglia benestante milanese, Franco Raggi da bambino ha visto girargli intorno e poi entrargli in casa buona parte della storia del design italiano: dalla 1100 Fiat alla Giulietta Sprint bianca, dal portasci Kartell (costruito in Nastricord della Pirelli e disegnato da Roberto Menghi e dall’ing. Carlo Barassi, amico di Giulio Castelli e in seguito socio fondatore di Arflex) alla Olivetti Lettera 22 che entrò in casa Raggi nel Natale del ‘59.

    Suo padre, cardiologo, aveva come paziente e amico Marco Zanuso per cui fu tra i primi ad acquistare la Radio Cubo TS522 della Brionvega, versione rossa! Da lì a poco, anche il televisore, fino allora bandito in famiglia, fece il suo ingresso, nel formato minimo del portatile Algol, sempre di Zanuso, che il padre di Franco chiamava ‘Il divino Marco’.

    Così nel 1962 Franco Raggi si abbona a Domus e l’anno dopo si iscrive alla facolta di Architettura del Politecnico dove si laurea nel 1969.
    Nel 1970 inizia una carriera che lo vede attraversare da protagonista 50 anni del design e dell’architettura italiani, sia come artefice che come teorico e voce narrante.
    Non stupiamoci quindi se il suo CV supera di gran lunga le 18 pagine del modesto ex Presidente incaricato, che per voi abbiamo ridotto a 18 righe, lasciando però l’elenco dei progetti, da cui si evince una vastità che corre dalle lampade agli ospedali, dall’alta moda ai disegni di architettura.

    La sua mostra del 2017: “Sotto un’altra luce”, i gioielli di Gianfranco Ferrè, nel Museo di Palazzo Madama a Torino, è stata giudicata una delle più belle dell’anno e una pietra miliare nell’exibit del gioiello.
    Di certo con il prode Kin ne vedremo delle belle e l’origine di questo nomignolo che lo accompagna da tempo, sarà la prima domanda che gli faremo.Ci porterà a vedere oggetti primigeni e altri segni potenti, raccontandoci storie poco conosciute e veraci del design italiano.
    W KIN!

  • DENIS SANTACHIARA / Dal tornio all'Open Design / 24 MAGGIO 2018

    Di Lui Rolf Fehlbaum, nume di Vitra, ha detto: “In the world of design, Santachiara is a unique voice. Nobody comparable”.
    È proprio così: Denis Santachiara è non solo un designer unico, originale, il cui percorso esula da ogni schema esistente, ma è anche pensatore trasversale, uomo di scienza, un teorico libero, irriverente, e al tempo stesso gentile, giocoso, non polemico, ironico, non autoreferito.
    In sintesi Denis è un Mito! Un Mago del design! Ad ascoltarlo non ci si stanca mai, si impara e ci si diverte.

    Qui sotto la sua vita in sintesi.
    Autodidatta [scuole professionali] nasce a Campagnola Emilia [RE], nel 1950. Entra giovanissimo, come car stylist alla De Tomaso Group, alla Maserati Spa e altri brand automobilistici.
    Dal 1978 produce, tra i primi, opere tra arte e design, esposte in varie manifestazioni tra cui: Biennale di Venezia 1980, Documenta 8 [Kassel 1988], Triennale di Milano 1984/86/96/01/04//07.

    Da sempre interessato alla tecnologia come potenziale di un design poetico, nel 1984 presenta “La Neomerce, il design dell'invenzione e dell’estasi artificiale” [Triennale di Milano e Centre Pompidou, Parigi], mostra manifesto e riferimento internazionale per un nuovo design performativo, tecno/poetico, ironico. Inizia a collaborare con i grandi brand del design italiano e internazionale, riceve numerosi premi e riconoscimenti. Sue opere fanno parte di collezioni permanenti nei grandi musei internazionali.

    Nel 2005, con un articolo su Repubblica, introduce la digital fabrication nel design con conferenze e workshop in Università e mostre, in Italia e all’estero.
    Nel 2016 fonda Cyrcus.it, una piattaforma web che vende design d’autore in digital fabrication.
    Nel 2016 è special guest al Design Digit Fest di Toronto.
    Nel 2017 cyrcus.it vince il "Digital Design Awards".
    Nel 2017 esce per Il sole 24 Ore Cultura, il suo libro “Download Design”.

  • ANGELO VAIRA E ROSITA CELENTANO / L'umano, l'animale e il design / 10 MAGGIO 2018

    La convivenza tra umani e animali, presente sin dagli albori della razza umana, ha assunto negli ultimi 30 anni una dimensione economica, culturale e affettiva impressionante.
    Raccolti sotto il termine ‘Pets’ gli animali da compagnia recensiti a gennaio 2017 nel mondo sono circa 1.700.000.000 e l’Italia, dopo Cina, USA, UK, Brasile e Russia è il paese che ne ha di più: circa 7 milioni di cani, 7,4 di gatti, 13 di uccelli, 30 di pesci, 1,8 di piccoli mammiferi, 1,4 di rettili per un totale di oltre 60 milioni di animali.
    Gli animali hanno invaso le nostre case e i nostri cuori e generato un business macroscopico. La quantità di oggetti che accompagna la coesistenza umani/animali è immensa e per designer e progettisti si creano ampi spazi di lavoro, innovazione, ricerca.

    Ne parliamo con due persone profondamente coinvolte nel progetto di studio, comprensione, educazione al rapporto fra umano ed animale: Rosita Celentano e Angelo Vaira.
    Insieme, dal 2015 al 2017, hanno condotto su Radio 24 un programma di grande successo di cui sono autori: “Chiedimi se sono felice: il mondo dalla prospettiva animale”. Il programma trattava di cani, gatti, animali di ogni specie, ma anche di alimentazione, veterinaria, sterilizzazioni, vaccini, educazione, benessere, empatia, convivenza, linguaggio, interviste a personaggi che vivono con i loro cani o gatti, battaglie contro pellicce, pelle, allevamenti intensivi, circhi, zoo, ogni sorta di maltrattamento e sfruttamento animale.

    E come loro stessi scrivono “Ci unisce l’amore per la Vita sotto ogni forma… Anima-li, Piante, Pietre, Aria, Acqua, Terra... dedichiamo la nostra vita alla difesa di tutto ciò. Sentiamo di avere una ‘missione’ da portare avanti ed è quella di fare informazione onesta su ciò che davvero conta nella vita. Ci unisce la Spiritualità e il desiderio naturale di far qualcosa che possa aiutare e servire perché più gente possibile acquisti consapevolezza del vero valore delle cose.”

  • ERNST KNAM / Chef er mâitre chocolatier / 8 MARZO 2018

    Tedesco di nascita e milanese d’adozione, dopo numerosi anni passati nelle cucine dei più grandi ristoranti stellati e di prestigio del mondo, arriva in Italia ed entra nella cucina di Gualtiero Marchesi come Maestro Pasticcere.
    Nel 1992 apre la sua ormai storica pasticceria in via Anfossi 10 a Milano, un mondo dove la creatività è all’ordine del giorno. La Pasticceria di Knam è infatti caratterizzata per ricercatezza e abbinamenti fuori dal comune.

    Knam è da sempre affascinato dal mondo della creatività tout court, tanto che le sue produzioni sono spesso frutto di influenze e commistioni provenienti dal mondo del design, della moda dell’architettura e dell’arte. Non è quindi un caso che sia stato nominato, unico nel campo della pasticceria, Expo Ambassador, andando ad arricchire la rete internazionale di opinion leader pronti a veicolare i principi legati al tema cardine dell’Esposizione Universale: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

    Dal 2012 inoltre Knam è entrato a far parte della famiglia di Discovery Italia, diventando un noto e amato personaggio televisivo conosciuto come “Il Re del Cioccolato” titolo dell’omonimo programma che lo vede protagonista, giunto alla sua terza edizione. A partire dal 2013 è giudice di un altro programma di Real Time: “Bake Off Italia”, che è arrivato nel 2017 alla sua quinta edizione. Nel 2015 è stato anche protagonista di “Che Diavolo di Pasticceria!”, dove ha fornito consigli per aiutare a migliorare pasticcerie in difficoltà in tutta Italia, e, sempre dal 2015 è uno dei giudici di “Junior Bake Off Italia”.

    Ernst Knam ha ricevuto, non solo nell’ambito della pasticceria, diversi riconoscimenti internazionali, tra i quali: il primo premio nella sezione Pasticceria al Toque d’Or di Lucerna nel 1988 e 1990, Miglior Pasticceria dell’anno in Italia nel 2004 a Bruxelles, vince il Campionato Italiano di Panini a Rimini, il gran finale a Cancun e il premio della giuria nel Campionato Europeo a Lione nel 2005. È Campione Italiano di Cioccolateria 2009/2010, Campione Italiano di Finger Food nel 2011, Campione del mondo di Gelateria nella Coppa del Mondo di Gelateria del 2012 come Capitano della Squadra Italiana e Scultore del Cioccolato.
    Autore di 19 libri di pasticceria e cucina, ultimo dei quali “La Versione di Knam - Il Giro d’Italia in 80 dolci”, edito da Giunti.

    "Conosco Ernst per la sua professionalità e per la sua gentilezza d'animo che ne fanno una persona a suo modo rara. Il suo negozio milanese potrebbe sembrare uno come tanti, ma in realtà è un laboratorio del dolce dove spesso vedono la luce veri capolavori. Ernst è forse un po' matto, come solo gli artisti sanno esserlo, ma sempre riconoscente e pieno di attenzioni. Ed è con piacere che dedico queste righe ad Ernst, proprio perché sono certo che professionalità e umanità possono formare un mix inarrivabile." Gualtiero Marchesi

  • DANIELA DUCATO / Architetture di pace / 22 FEBBRAIO 2018

    Daniela Ducato è una persona rara, umile, gentile. Una stella della terra.
    Si presenta come moglie di Oscar, madre di Jacopo e Leonardo, inseparabile amica del cane Pegaso.

    Premio New Urbanism a New York, Premio Euwiin a Stoccolma come migliore innovatrice Europea, premiata a New Delhi, nel corso del World Economic Forum (WEF) 2016 e insignita dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica dal Presidente Mattarella.
    I team da lei coordinati lavorano alla ricerca e al brevetto di biomateriali fossil free nei settori: edilizia, efficienza energetica e acustica, interior design, restauro storico architettonico, ingegneria naturalistica e sanitaria, geotecnica, disinquinamento e bonifiche, agricoltura e verde, di recente food e detergenza della persona.

    Ci porterà a toccare e a vedere isolanti di sughero e di canapa, un nido, una piccola fattoria di lombrichi, un pavimento industriale di fichi e pere, arredi luminosi di lana carasau e birra, e per finire ci offrirà un assaggio di architettura di pace: l'edilizia diventa una delizia - degustazione di biomateriali industriali! Daniela risiede nel paese di Guspini in provincia di Cagliari ed è volata apposta a Milano per stare con noi la sera di giovedì 22 febbraio al Caffè della Triennale.
    Che altro dire? È una stella. Anzi è il 13250 Danieladucato, un asteroide del sistema solare a lei dedicato!

  • SELVAGGIA LUCARELLI / I 10 oggetti della mia vita / 25 GENNAIO 2018

    Per il ciclo “I 10 oggetti della mia vita”,  Selvaggia Lucarelli, blogger, opinionista, giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica, scrittrice e mamma di Leon, ci ha raccontato quali sono stati i 10 oggetti importanti della sua vita. 

    L’apertura del racconto è stata allietata dalla musica, eseguita dal vivo da Lorenzo Palmeri.

  • JOSEPH GRIMA / Futuro Design / 18 GENNAIO 2018

    Joseph Grima, Europeo.
    Nato ad Avignone, da genitori inglesi con origini maltesi, nonna italiana, medie e scuole superiori ad Assisi, laureato in architettura a Londra, oggi con studio a Genova, e contratti di lavoro a Matera ed Eindhoven.

    Dirigeva la Galleria d’arte e architettura Storefront a New York, poi è stato il più giovane direttore di Domus, la più antica e rinomata testata di architettura Italiana. Ha sbaragliato una nutrita concorrenza e nel 2015 è stato scelto quale direttore artistico di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. L’anno scorso è stato nominato creative director della Design Academy di Eindhoven, una delle più prestigiose scuole di design del pianeta.

    Architetto, curator, ricercatore, editore, a soli 40 anni è un punto di riferimento del design internazionale.
    Un rabdomante del progetto che incontreremo al Caffè della Triennale per parlare di futuro.

  • STEFANO MIRTI / 999 domande su come abiteremo domani. Cioè oggi! / 30 NOVEMBRE 2017

    Questa è una storia diversa.
    Stefano Mirti e il suo team ci racconteranno come si costruisce una grande mostra in Triennale. Un trailer dal vivo!
    Una mostra misteriosa e per certi versi indefinibile: 999 domande sull’abitare contemporaneo.
    Trasformazioni tecnologiche, sociali, economiche. Nuovi immaginari che trasformano le nostre esistenze.

    Che case abiteremo domani che è già oggi e oggi che è gia ieri?
    1.  E se la casa fosse quello che sta fuori?
    2. E se gli spazi privati diventassero pubblici?
    3. Con chi abiterò domani?
    4. La casa è una funzione lineare della famiglia. E se la famiglia non c’è piu’?
    5. La casa di proprietà è una necessità?
    6. E se casa mia diventasse una comune?
    7. Come funziona la casa di una famiglia estesa?
    8. Condividere il salotto?
    9. Una volta si viveva in un posto e si lavorava in un altro. Adesso, per molti di noi, non è più così. Che cosa sta succedendo?
    10. E quelli che non hanno una casa?
    11. E se capitasse a noi di rimanere senza casa?
    12. Con Airbnb una stanza di casa mia va in affitto. E se invece io volessi affittare un salotto o una cucina? Come potrebbe funzionare?
    13. Quando saremo diventati tutti anziani, come saranno le nostre case?

    Queste sono solo 13 domande… ma abbiamo cercato di indagare anche le altre 986!

    Stefano Mirti. Progettista, fondatore e partner di IdLab.
    Da anni impegnato sulle nuove frontiere dell’insegnamento: Design 101, Relational Design, e molti altri progetti.
    Per due anni responsabile dei social media per Expo Milano 2015.
    Dal settembre 2017, direttore della Scuola Superiore di Arte Applicata del Castello Sforzesco.
    @stefi_idlab su Twitter e Instagram; la pagina di Facebook è il grande archivio (aggiornato giornalmente) delle mille suggestioni, riferimenti, idee.

    L’apertura del racconto è stata segnata dalla musica, eseguita dal vivo: "Lullabies" a cura di Sämi Baur e Karin Fink.

  • GIOVANNI ZICCARDI / Vita e morte nel tempo dei social network / 16 NOVEMBRE 2017

    Le persone care che non ci sono più, le tenete o le cancellate dal telefono?
    Lo sapete che FB e altri social network hanno delle policy con le quali potete dare, finché siete vivi, istruzioni su come procedere nel caso del triste trapasso? Pare sia utile avere una persona di fiducia a cui affidare le nostri indispensabili  password, e i pin, e gli username e altri sfinimenti simili.
    Ma i Notai dicono che non sia bene condividerle con il partner, in particolare quando hanno a che fare con economie e finanze. Perché?
    Lo sapete che le musiche di iTunes, le foto, i video, i kindle e-book che avete acquistato online e pagato con le vostre carte di credito e che pensate siano vostri (così come lo sono un cd, un libro, una foto…)  in realtà non vi appartengono e non potete regalarli a un amico o a vostra sorella?
    Su queste e altre questioni cercheremo di ragionare con Giovanni Ziccardi, con l’obiettivo non tanto di capire cosa sia giusto sbagliato, ma di essere consapevoli che la vita e la morte sono profondamente mutate da quando, e sono solo 20 anni, la rete ci ha inesorabilmente  avvolti.

    Dal 1984 – anno in cui gli fu regalato il primo computer – Giovanni Ziccardi (Castelfranco Emilia, 1969) ha fatto parte degli ambienti hacker nazionali e internazionali, incontrandone gli esponenti e studiandone l’evoluzione. Ha dedicato a quegli anni un saggio (“Hacker – Il richiamo della libertà”, Marsilio, 2011) e un thriller (“L’ultimo hacker”, Marsilio, 2012).
    È prof. di “Informatica Giuridica” presso l’Università di Milano e insegna criminalità informatica al Master in Diritto delle nuove tecnologie dell’Università di Bologna.
    I suoi ultimi lavori sono sulla resistenza elettronica (“Resistance, Liberation Technology and Human Rights in the Digital Age”, Springer, 2012), sulla società controllata (“Internet, controllo e libertà”, Raffaello Cortina, 2015), sulle espressioni d’odio (“L’odio online”, Raffaello Cortina, 2016) e sulla morte digitale (“Il Libro Digitale dei Morti”, UTET, 2017).
    È un devoto di George Nelson, dei cui arredi si circonda, adora le lampade e non appena possibile si disperde tra il Delta del Po e l’Appennino in sella alla sua Yamaha sr 400 degli anni settanta trasformata in scrambler dagli Deus!

  • CINO ZUCCHI / Dieci apparati apotropaici / 9 NOVEMBRE 2017

    Per il ciclo I 10 oggetti della mia vita Cino Zucchi, architetto tra i più importanti sulla scena internazionale, ci ha presentato Dieci apparati apotropaici, ovvero misteriosi amuleti selezionati tra le sue ricche e indefinibili collezioni.

    L’apertura del racconto sono stati allietati dalla musica, eseguita dal vivo, dal musicista Isaac de Martin in arte IKE.Z.

  • ENZO IACCHETTI / I 10 oggetti della mia vita / 12 OTTOBRE 2017

    Il design ha molte facce. E faccine. È un infinito emoticon.
    Lo si è capito anche dalla scelta, sorprendente e unica come ogni vita, di oggetti che Enzo Iacchetti ha mostrato/narrato nella prima serata di Design People Milano. Oggetti scelti non certo per la loro funzione, ma per la loro appartenenza alla sfera degli affetti, delle emozioni, dei ricordi, del tempo sfuggente e implacabile.

    Con la sua non ordinaria comicità (forse in un luogo del design non si era mai riso così tanto!!) Enzo ci ha fatto viaggiare nella sua infanzia, partendo da un quaderno molto elementare, dove si scrivevano a mano, dettati e ‘pensierini’. Ci ha poi folgorato con un paio di elementi del presepe, che lui bambino vedeva e viveva come un meraviglioso campeggio invernale, popolato da una varietà di persone attive e pesantemente vestite, con animali, laghetti, muschio, neve e un bambinello inspiegabilmente nudo che lui, armato di compassione e buon senso, voleva sempre coprire. Una pecorella bruciacchiata, sfuggita al vero incendio del presepe di famiglia, e una mai vista statuina del ‘pastore cacatore’ sono indimenticabili e dicono tante cose. E poi i veri Ray Ban anni ’50 che lui non indossa per paura di perderli, e il piccolo juke box che suona Fred Buscaglione e il pataccone dorato del telegatto, che ci ha ricordato altri premi simil’oro, e oggetti-mondi e altre narrazioni, cantate e suonate alla ben disegnata chitarra.

    In un susseguirsi di risate e scenari anche tragici, con frangenti di fatica, di serate a suonare nelle pizzerie, di solitudini e depressioni lacustri, di sprazzi di ironia che solo certi bar di provincia sanno sprigionare. Comicità e tragedia si danno la mano e senza quasi rendersene conto si servono del design. Che nelle sue mille emoticons accompagna le nostre vite.
    Per Enzo Iacchetti design e designer sono parole misteriose e belle e da quello che ha detto, rivolgendosi in particolare a suo cugino Giulio, il designer è un Inventore!

    Grazie anche al virtuoso Fakhraddin Gafarov, che al suono del suo Tar (parola che significa corde… da cui derivano gui-tar, sitar etc) ci ha fatto viaggiare in altri luoghi, tempi, culture.

CI TROVI QUI

CAFFÈ DELLA TRIENNALE,

PALAZZO DELLA TRIENNALE

Viale Emilio Alemagna, 6 - 20121 Milano

 

 

METRO  Linee 1 e 2, Fermata Cadorna-Triennale

AUTOBUS  Linee 6, Fermata Triennale

BIKEMI Stazione 33

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